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Giuseppe Pastore

@gippu1

Sep 23

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Stasera Roger #Federer giocherà la sua ultima partita da professionista: ha scelto di giocarla in doppio insieme a Rafa Nadal, l'avversario che lo portò a queste lacrime, amare e irresistibili, dopo la finale (persa) degli Australian Open 2009.

Da appassionati di sport andiamo alla ricerca della sfida come si cerca l'acqua nel deserto (o il wi-fi), spesso creando contrapposizioni ridicole del tutto campate in aria - celebre la rivalità Totti-Del Piero che in realtà sono sempre stati ottimi amici.

Poi naturalmente ce ne sono di sentitissime e feroci. Messi-vs-Ronaldo, due pianeti separati, accomunati solo dai livelli stellari che hanno raggiunto muovendo da due punti di partenza completamente diversi, e a dirla tutta nessuno dei due sembra avere tutte le rotelle a posto.

Federer invece stasera fa una cosa spaventosa, non so se nel bene o nel male: dimostra di aver trasformato il suo massimo motivo di frustrazione agonistica in un amico vero, per nulla scenografico, tanto da sceglierselo come partner per l'ultimo ballo.

Senza Nadal Federer avrebbe potuto vincere 30 Slam e forse si sarebbe già ritirato da un pezzo; con Nadal Federer ha imparato ad andare oltre la vittoria e la sconfitta, è stato costretto a reinventarsi come tennista e come uomo...

...e ci è riuscito, ha scritto le pagine più romantiche e sorprendenti della carriera e adesso questa scelta suona come un ringraziamento al suo "miglior incubo", che stava per rovinargli la carriera e invece gli ha migliorato la vita.

Dicevo che è una cosa spaventosa perché in effetti fa spavento la lucidità e la magnanimità di Federer al momento di chiudere i conti con 30 anni della sua vita. Sembra il Re Buono dei cartoni animati, una figurina bi-dimensionale incapace di sentimenti negativi.

E non ho dubbi che sia davvero così: che senso avrebbe fingere? Fino all'ultima partita della carriera, Federer si conferma oltre il bene e il male, lontano dall'umanità che in quanto tale è piena di tante cose spiacevoli o poco onorevoli.

Quelle brutte cose - la rabbia, l'invidia, il rimpianto, il rimorso - che lui sembra aver scacciato da sé da tanti anni, forse proprio dalle lacrime di Melbourne 2009. L'uomo come il tennista: si può solo contemplarlo.

Impossibile che possa essere fonte d'ispirazione per qualcuno - che poi, da che punto devi iniziare per ispirarti a Federer? E poi che altro, mi preparo uno spaghetto aglio olio e peperoncino alla maniera di Ferran Adrià? Suono il citofono come lo farebbe Mozart? Anche meno, dai.

Giuseppe Pastore

@gippu1

Giornalista per @ilfoglio_it, @CronacheTweet, @esquireitalia, @RivistaUndici eccetera. Appassionato di sport, di cinema, di gggente. IG: giuseppe.pastore85

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